Quale dentifricio utilizzare per i bambini?

Troppo spesso si trascura la salute di un dentino deciduo con l’alibi che tanto, è destinato a cadere. Troppo spesso i bambini trascurano l’igiene orale e assumono abitudini che contrastano con la salute orale.

Una buona educazione, pulizia e norme basilari vanno inculcate fin dalla prima infanzia.

Dentifricio per bambini

L’offerta di prodotti per l’igiene orale è vastissima. Ogni giorno siamo bombardati da proposte commerciali di dentifrici dai gusti più disparati, dalla composizione più o meno credibile e da argomentazioni molto commerciali e molto poco scientifiche.

Al di la della fantasia legata al marketing, la scelta di un dentifricio ricade su caratteristiche peculiari dei componenti e in base alle esigenze del periodo. Trattandosi di bambini, il gusto riveste particolare importanza, non deve essere molto forte (tipo menta piperita, mentolo), nè avere un retrogusto da medicinale.

Anche un sapore troppo invitante potrebbe essere pericoloso perchè tenterebbe i bimbi ad ingerirlo deliberatamente. Un bel colore e il gusto di chewing gum a detta di esperti, sarebbe l’ideale poichè richiama qualcosa di gustoso ma che non va deglutito.

Tra i componenti il più noto e controverso è il fluoro. Non va assolutamente ingerito di proposito in grandi quantità, ma in alcune concentrazioni e sotto forma di sali (fluorati) è in grado di rimineralizzare lo smalto dei denti, penetrando gli strati più superficiali e legandosi all’idrossiapatite, svolgendo in tal modo una funzione anticarie.

Ma anche l’uso topico, specialmente nei bambini, va limitato. La concentrazione seppure sotto forma di sali non deve superare le 500 ppm (parti per milione), per questo motivo alcune aziende prevedono una posologia per bambini fino a 6 anni, diversa da altre formulazioni destinate ad età maggiori.

I dentifrici contengono inoltre sostanze abrasive come sali di calcio o silicati, leganti ed addenzanti, detegrenti come betaina o solfati, aromi, zuccheri acariogeni e sostanze funzionali.
Queste ultime possono variare al mutare delle esigenze e dietro prescrizione specialistica. Le sostanze funzionali sono farmaci aggiunti che vanno utilizzati per affrontare eventuali esigenze o patologie delle mucose orali.

Possono contenere disinfettanti come la clorexidina, un agente antiplacca o altri antisettici diretti e vanno utilizzati secondo le indicazioni prescritte dallo specialista e mai per tempi prolungati. La clorexidina può provocare alterazioni del cromatismo dei denti, ma anche disinfettanti come il triclosan, la sanguinaria, lo ioduro di tibenzenio, lo squalene o altri ammoni quaternari causano fenomeni di sensibilizzazione se utilizzati a lungo.

Dentifrici desensibilizzanti contenenti fluoro e idrossiapatite e coadiuvati da nitrato di potassio e zinco citrato. Il loro scopo è rimineralizzare il dente per eliminare la sintomatologia dolorosa al contatto con il caldo, il freddo o sostanze acide. Possono contenere piccole dosi di sostanze anestetiche.

Ci sono poi i filmogeni, contenenti sostanze come il delmopinolo o la hexetidina, che creano un film lipidico su denti e mucosa a difesa meccanica contro agenti insultanti.
Di fronte ad una tale vastità di versioni, è superfluo sottolineare l’importanza della prescrizione medica in termini di scelta del prodotto e tempistica di utilizzo.

Prevenzione orale quotidiana, come lavarsi bene i denti

Lo spazzolino deve essere di durezza media e superficie proporzionata al soggetto utilizzatore.
Nella scelta va tenuto conto che uno spazzolino troppo grande non raggiunge i punti più profondi della bocca, dunque preferenza al piccolo.

I denti vanno lavati tre volte al giorno, con particolare attenzione la sera poichè la scarsa salivazione notturna espone particolarmente i denti agli attacchi batterici.
Importante è spazzolare energicamente tutti i settori delle due arcate, avendo cura di preferire uno strofinamento verticale, efficace nel ripulire gli spazi interdentali.

Questa che all’inizio costituisce una tortura per i bambini, deve durare almeno 2/3 minuti ed essere seguita dal passaggio del filo interdentale.

Desiderare una bocca pulita e fresca deve essere un’esigenza che il bambino dovrà avvertire e verso la quale dovrà essere spinto come da una qualunque esigenza fisiologica.
Ricordarsi di sostituire lo spazzolino una volta ogni 3 mesi è fondamentale. Uno spazzolino sfibrato non presenta più le caratteristiche meccaniche tipiche delle setole nuove e dopo qualche settimana diviene del tutto inefficace.

Un bravo odontoiatria pediatrico saprà convincere un bimbo a limitare la continua assunzione di dolciumi e fritturine, in modo molto più persuasivo rispetto ai genitori. Non perchè questi non siano abbastanza bravi ma perchè il dottore è sì un amico, ma un amico speciale. Gentile, disponibile, affettuoso ma autoritario quanto basta e depositario del benessere della bocca e della bellezza del sorriso.

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